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Cultura    La ‘Tuscia’

L' Associazione culturale RomaCulta pianifica escursioni-studio e soggiorni culturali nella Tuscia. Ai nostri associati mostriamo le particolarità nascoste di questa regione d'Italia. Desideriamo contribuire alla riqualificazione di questo territorio. Pensiamo che un turismo culturale finalizzato alla crescita umana e culturale sia il mezzo idoneo per promuovere il territorio e i suoi abitanti.. Testimonials Farensiani
Ospitiamo volentieri i bollettini informativi dell'Azienda di Promozione Turistica di Viterbo (www.apt.viterbo.it).
formato .rtf  Scarica qui l'ultimo bollettino APT (primavera 2008)

Die Tuscia La Tuscia, anticamente l'Etruria meridionale, oggi la provincia di Viterbo, si estende a nord di Roma fra il mar Tirreno, la Toscana e l’Umbria. Ad ovest la fascia marina e le zone archeologiche di Vulci, Tuscania e Tarquinia. Al centro i Colli Cimini (con il lago di Vico), i Colli Volsini (con il lago di Bolsena) e la città di Viterbo. Ad est si snoda la media valle del Tevere.
Dal punto di vista morfolgico il territorio si può dividere in tre fascie in senso verticale: la prima, quella che confina con il mare, è pressochè pianeggiante; quella centrale, più collinare, è caratterizzata dalla presenza di tre vulcani spenti; la terza raccorda la parte dei laghi con il letto del Tevere.

La Valle del Treia (presso Faleria, VT) Il paesaggio della Tuscia, a differenza di quello toscano, appare selvaggio e indomato. E' caratterizzato da profonde forre di roccia tufacea, contornate da una vegetazione rigogliosa e tenace. L'immagine figurativa corrisponde al dorso di una mano: costoloni tufacei che da un altopiano si aprono a raggiera, divisi da burroni. Ne sono un bell'esempio i dintorni di Faleria.
Il 28 ottobre 1786, Johann Wolfgang v. Goethe (1749-1832), in viaggio verso Roma, ci descrive il paesaggio attorno a Civita Castellana: Il trasporto ai tempi di Goethe La Tuscia, C.Coleman ca. 1845

"... ci si trova su un suolo vulcancio, che può essere sia di vera lava sia di minerale più antico, trasformato per calcinazione e fusione. Si sale lungo le pendici di un monte che si direbbe di lava grigia; vi si trovano parecchi cristalli bianchi granatiformi. La strada che dal termine della salita conduce a Civita Castellana è della medesima pietra, resa ben liscia dal passaggio delle ruote; la città è costruita su tufo vulcanico, nel quale m'è parso di ravvisare cenere, pomice e frammeti di lava. Bellissima la vista dal castello: il monte Soratte, una massa calcarea che probabilmente fa parte della catena appenninica, si erge solitario e pittoresco. Le zone vulcaniche sono molto più basse degli Appennini, e solo i corsi d'acqua, scorrendo impetuosi, le hanno incise creando rilievi e dirupi in forme stupendamente plastiche, roccione a precipizio e un paesaggio tutto discontinuità e fratture."

JEAN-BAPTISTE-CAMILLE COROT - Civita Castellana e il Monte Soratte - 1826

Goethe vide e discrisse il Monte Soratte, l'unico monte calcareo di questa zona della Tuscia. Si erge come una nave pietrificata da una pianura che un tempo fu mare primordiale.

Verso il 30 a.c. Orazio lo definisce "candido Soracte" per la sua conformazione calcarea. Per i Falisci era la sede del Dio Sole. Lord Byron lo decanta nel 1818 in una lettera al suo amico Childe Arold. Jean Baptiste Corot lo disegna e dipinge nel 1826.

San Silvestro sul Soratte (SS.Quattro Coronati, Roma)

Dal IV sec. venne popolato da eremiti che vi costruirono le loro piccole chiese. L'eremita più famoso, che vi dimorò per anni, fu papa Silvestro I, prima di essere chiamato a Roma dai messaggeri dell'imperatore Costantino. Un affresco del 1250, in una piccola chiesa romana, ci illustra questa scena. L'eremo del primo papa cristiano (ufficialmente riconosciuto) è ancora visitabile.

L'eremo di San Silvestro papa

La maggior parte dei paesi della Tuscia ha origini etrische. I Falisci, per ovvie ragioni difensive, si insediarono sulle estrmità di speroni tufacei. Nel medioevo i signori feudali costruirono qui i loro castelli e palazzi. Le cronache del tempo ci parlano di sanguinose battaglie per il predominio di qusta regione, di grande importanza strategica.
Calcata vicino Faleria I centri urbani hanno un impianto strategico-difensivo. Due esempi interessanti sono Calcata, Capranica e Faleria.
Capranica sulla Via Cassia

Blera

Incredibile, ma vero: nella Tuscia esistono necropoli rupestri appena accennate nella topografia artistica (vedi la Via Amerina). Queste città d'oltretomba risalgono al VIII e VII sec. a.c. e offrono uno spaccato di vita quotidiana dei primi abitati della zona. I Falisci costruivano i loro cimiteri a immagine e somiglianza delle case abitative dei defunti. La visita a una di queste necorpoli permette lo studio delle loro abitudini abitative.

Gli abitanti dei paesi limitrofi non sono abituati al passaggio di turisti. Spesso si meravigliano dell'interesse e dell'entusiasmo che animano "i forestieri" alla visita di questi tesori nascosti.


Una flusso continuo di visitatori interessati rappresenta anche un'arma contro le depredazioni e distruzioni delle tombe etrusche. La presenza costante sul territorio limita l'intraprendenza criminale dei cosiddetti tombaroli. Gli scopritori di Cerveteri (1763)

Tuscania Tuscania è una piccola cittadina vicino a Viterbo. L'insediamento medievale nasce sopra un importante centro etrusco. Nell'alto medioevo vi risiedettero i principi-vescovi, che dal loro palazzo fecero il bello e cattivo tempo tra gli abitanti della zona. Due stupende basiliche romaniche, San Pietro e Santa Maria Maggiore, testimoniano un periodo di ricchezza e di potere.
Nel centro cittadino ci sono diverse trattorie, a conduzione familiare, che propongono menù etruschi. Consistono in piatti preparati secondo le antiche ricette, leggermente adattate al palato dei moderni. a tavola con gli etruschi
Villa Lante (Bagnaia) Caprarola, Palazzo Farnese La Tuscia è piena di ville e dimore signorili, costruite dai potenti cardinali di Viterbo. Le più imponenti risalgono al XVI sec., pensate come ville suburbane e destinate allo svago e allo sfoggio dei potenti proprietari. Ne sono un bellissimo esempio Villa Lante a Bagnaia e Palazzo Farnese a Caprarola.

Castello Ruspoli è visitabile solo con permesso speciale, accordato dalla famiglia Ruspoli, che ancora risiede all'interno della dimora. Unico nel suo genere è il giardino storico, che, rinchiuso tra alte mura, conserva un impianto scenografico barocco. Sforza Vicino Marescotti, 1625 Veduta del castello nell'ottocento, di E.Welker Il giardino storico

 
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