J.W.Goethe nella Campagna Romana, ritratto da Tischbein nel 1787

Itinerario culturale: Johann Wolfgang v. Goethe a Roma

Johann Wolfgang v. Goethe (1749-1832) a Roma  ( Fonti )

"Vivo qui in uno stato di chiarità e di pace di cui da tempo non avevo neppur l'idea. Ogni giorno un nuovo oggetto degno di nota, ogni giorno immagini vive, grandi, peregrine, e un tutto ch'è vissuto a lungo nel pensiero e nel sogno, ma che l'immaginazione non bastava mai ad afferrare."



Lo studioso tedesco Johann Wolfgang v.Goethe (1749-1832) soggiornò a Roma tra il 1786 e il 1788 per circa un anno e mezzo. Aveva quasi quarant'anni e il Viaggio in Italia segna per lui una sensibile rinascita ("Wiedergeburt") alla ricerca della sua perfezione di intellettuale e di artista.


La Galleria di Pannini, 1759

Dell'Italia e di Roma lo affascinava la "leggerezza" di vita e l'allegria, come lui stesso ci racconta nei capitoli dedicati a Roma del suo "Viaggio in Italia", pubblicato in tre parti tra il 1816 e il 1829.
Goethe era già famoso, quando scese in Italia. Nel 1777 era uscito il suo "Werther" e il vescovo di Milano aveva raziato tutte le copie disponibili per impedirne la diffusione in Italia.

Goethe alla finestra nell'app. in Via del Corso

Il 30 ottobre 1786, un giorno dopo il suo arrivo a Roma, Goethe si stabilì presso il pittore tedesco, Johann Heinrich Tischbein, nella sua abitazione in Via del Corso. I proprietari del palazzo solevano affittare le camere a artisti tedeschi.
Goethe visitò e descrisse i monumenti di Roma, partecipò al carnevale, incontrò diplomatici e artisti tedeschi, descrisse le chiassose feste popolari. Per dei lunghi periodi invece si chiudeva in casa a scrivere e a pensare.

Corsa ippica a Piazza del Popolo

 1. Sulle orme di Goethe a Roma   inizio pagina
Goethe L'itinerario culturale Sulle orme di Goethe a Roma orienta il visitatore ad alcuni dei luoghi descritti da J.W. Goethe durante il suo soggiorno romano e riportati e descritti nel suo 'Viaggio in Italia'.
¬ Piazza del Popolo
¬ Casa di Goethe
¬ Villa Medici
¬ Piazza di Spagna
¬ Caffè Greco
¬ Montecitorio
¬ Fontana di Trevi
¬ Quirinale

L'obelisco a Piazza del Popolo, oggi

Piazza del Popolo
"Non osavo quasi confessare a me stesso la mia meta, (...), e solo quando passai sotto Porta del Popolo seppi per certo che Roma era mia."

Piazza del Popolo ebbe fin dall'antichità grande importanza: da qui si arrivava (o partiva) da Nord, seguendo la Via Flaminia. Come tanti altri Goethe superò Porta Flaminia e la città si dischiuse ai suoi occhi.

Piazza del Popolo (Piranesi, '700)

Via del Corso (Piranesi)

Casa di Goethe (Museo della Casa di Goethe)
L'appartamento di Via del Corso era per Goethe un amato rifugio. Coabitava con altri artisti tedeschi. Alcuni di questi lo ritraggono mentre guarda dalla finestra, dondola su una sedia, dorme, senza quindi idealizzare il grande poeta, che in Germania era già conosciutissimo.

Il pittore-amico Tischbein
Villa Medici
(Académie de France)
Giardino di Villa Medici Goethe trascorse a Villa Medici al Pincio una notte turbulenta. Il 19 febbraio 1787 si rifugiò qui, sorpreso da un acquazzone improvviso. Dal 1804 Villa Medici è sede dell'Accademia di Francia. La prestigiosa accademia fu fondata da Luigi XIV° nel 1666 per ospitare artisti franscesi, operanti a Roma.
Scalinata di Piazza di Spagna
(SS.Trinità dei Monti)
Scalinata di Piazza di Spagna, Piranesi (metà 700) La Scalinata di Piazza di Spagna e SS.Trinità dei Monti distano cinque minuti da Via del Corso. La Scalinata era quasi l'arte contemporanea a Goethe, costruita circa 40'anni prima. E' una delle più importanti testimonianze artistiche in l'Italia prima dell'avvento della rivoluzione francesce, che sposterà il barricentro culturale nei paesi d'oltralpe.

 
Caffè Greco

Caffè Greco (Via Condotti 86)
Il Caffè venne aperto nel 1760 da un greco. era però tanta l'affluenza di pubblico tedesco che i romani del rione lo chiamavano "Caffè dei Tedeschi". Era l'unico punto di riferimento, simile a quello che saranno poi nell'800 i caffè viennesi, per i "Grand-Touristi", artisti e letterati di passaggio a Roma. Sulle pareti oggi si possono trovare foto, scritti, dipinti di celebri avventori.


 

Palazzo di Montecitorio

Goethe descrive la piazza, il 3 settembre 1787. L'obelisco che lui vide a terra fu eretto solo nel 1792, per volere di Pio VI° Braschi.

"Questo antichissimo e bellissimo fra i monumenti giace ora infranto e sfigurato su alcune facce..., eppure è ancora lì. Voglio far prendere l'impronta d'una sfinge situata sulla cima ... , tanto più che corre voce che il papa voglia rimetterlo in piedi, e allora i geroglifici diventeranno inaccessibili."

Palazzo di Montecitorio (oggi Parlamento)

 
Fontana di Trevi Fontana di Trevi Fontana di Trevi fu completata nel 1762. Qui l'antica Acqua Virgo si inseriva nel tessuto urbano. L'acquedotto voluto da Augusto alimentava le terme al Pantheon e il Campo Marzio. La facciata e la fontana di Niccolò Salvi, non suscitò grande interesse in Goethe. Il Weimarese abborrava il barocco e prediligeva lo studio dell'antichità. Fontana di Trevi non trova riscontro negli scritti di Goethe.
Quirinale Piazza del Quirinale, Piranesi

Ai tempi di Goethe il sontuoso Palazzo sul colle Quirinale fungeva da residenza papale. Goethe descrive minuziosamente la sua visita del 3 novembre 1786, in compagnia di Tischbein, e incontrò il papa, Paolo VI Braschi:

"La piazza davanti al palazzo ha qualcosa di affatto inconfndibile, irregolare com'è, eppure grandiosa e armonica. Ed eccomi finalmente davanti ai due Colossi [le statue di Castore e Polluce]!"


 2. "Incontro con l'antico"   inizio pagina

Pannini 1759

"... è una dura e contristante fatica quella di scovare pezzetto per pezzetto, nella nuova Roma, l'antica: eppure bisogna farlo, fidando in una soddisfazione finale impareggiabile. Si trovano vetsigia di una magnificenza e di uno sfacelo che superano la nostra immaginazione. Ciò che hanno rispettato i barbari, l'han devastato i costruttori della nuova Roma."

7 novembre 1786

A Roma Goethe incontra per la prima volta in maniera tangilile l'Antico.

Il suo approccio era fortemente influenzato dagli scritti idealizzanti del Winckelmann, suo conterraneo. Goethe pensava che la sterile imitazione degli antichi ideali andava combinata con una nuova visione d'insieme, dove Arte e Natura trovavano il giusto equilibrio. Le passeggiate e le letture fatte nei giardini farnesiani, sul colle Palatino, devono aver contribuito molto a questo proposito.

¬ Musei Vaticani
¬ Pantheon
¬ Forum Romanum
¬ Palatino
¬ Via Appia Antica
¬ Catacombe
Apollo del Belvedere, disegno di Bouchardon Minerva Medica Piramide Cestia (Piranesi) Pantheon, XVIII° secolo (Bellotto)

 3. "Roma ai tempi di Goethe"   inizio pagina

"Per tutto l'anno, la domenica e i giorni festivi, regna sul Corso una forte animazione. I cittadini più distinti e più ricchi vi convengono numerosi a passeggiare in carrozza, per un'ora o un'ora e mezza prima di notte; i cocchi scendono da Piazza Venezia tendono la mano sinsitra; quando il tempo è bello escono di porta, passando dinnanzi all'obelisco, e proseguendo sulla via Flaminia, spingendosi fino a Ponte Molle."

Goethe 1787

La visita di Carlo da Bourbon da Benedetto XIV° nel Coffee Hause al Quirinale (G.P.Pannini, ca.1755).
Colosseo (Piranesi)

Roma ha cambiato molto la sua fisionomia, da quando Goethe vi soggiornò. Nel '700 la città venne "fotografata" da molti incisori e pittori, permettendoci così una fedele ricostruzione di quei tempi.

G.B Piranesi (1720-1778) incide le sue "Vedute di Roma", pochi decenni prima della venuta di Goethe. Le sue tavole sono una inesauribile fonte di materiale iconografico, che ci mostrano una città vera e reale, così come la vide Goethe.


Il  Campidoglio
Il Campidoglio dipinto da Canaletto (fine 700) Il Campidoglio (Piranesi)

Il Campidoglio era il traguardo di molte gite di Goethe. L'ultima volta lo vide il 1° marzo 1788, prima della sua dipartita, avvenuta in aprile dello stesso anno.


 
Piazza Navona
Piazza Navona (Piranesi) Piazza Navona (Pannini, ca.1765)
La monumentale Piazza Navona era stata rifatta cent'anni prima dalla famiglia Pamphili, che la aveva scelta come sede del Palazzo cittadino.

 

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