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Iniziative Itinerari culturali esempio: affreschi barocchi
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Uno dei fenomeni artistici più strabilianti della pittura romana sono i soffitti illusionistici delle chiese controriformiste e dei palazzi di famiglia nel periodo barocco. Tra il 1600 e il Sant'Ignazio a Roma concorrevano diverse scuole di pittura, che portarono questo genere artistico fino ai limiti espressivi più estremi. L' impresa si proponeva di rendere possibile l'impossibile: la dissoluzione delle leggi fisiche gravitazionali. Con l'ausilio del mezzo pittorico, i frescanti riuscirono a sfondare illusionisticamente i soffitti e le volte. Lo scopo era quello di "facilitare" l'incontro mistico del credente con la divinità. |
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Le linee essenziali di questo sviluppo pittorico sono abbastanza facili da riconoscere, basta valutare il rapporto tra l'intento pittorico e la superficie murale. Più questo rapporto è dissoluto, più recente è l'esecuzione pittorica. Se, per inverso, la pittura asserisse alla staticità delle mura fisiche, la pittura potrà essere considerata "conservatrice" (quindi vecchia dal punto di vista barocco). E' interessante leggere le osservazioni e le descrizioni dei testimoni oculari del tempo, che si dicevano esterrefatti, incantati o in visibilio alla visione di queste rappresentazioni ultraterrene. |
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L' inizio di questo sviluppo è dato dalla volta della Cappella Sistina michelangiolesca (1508-1512). Per la prima volta dall'antichità, ci si confronta con la sostanza muraria e si prova a "illudere" le regole fisiche dello spazio chiuso. La superficie muraria viene suddivisa in campi geometrici definiti che ospitano le figure e le decorazioni pittoriche. |
| Il passo successivo si compie in Palazzo Farnese, la cui volta venne affrescata verso il 1600 dai fratelli Carracci, bolognesi. Viene addottato lo stesso principio della Cappella Sistina, dove le figure plastiche si staccano dalla superficie bidimensionale ma la composizione segue l'andamento orizzontale (permettendo così una più facile lettura assiale). La novità sta invece nella monumentalità dei "quadri riportati" che sembrano staccarsi dal soffitto a volta e nello sfondamento agli angoli con vedute esterne. |
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L'affresco di Palazzo Barberini rappresenta un importante fase di questa evoluzione rappresentativa. Venne eseguito da Pietro da Cortona tra il 1633 e il 1639. L'opera incarna appieno il nuovo spirito barocco, esaltando la famiglia del committente papale. Le figure allegoriche sembrano precipitare dal cielo attraverso un coronamento architettonico aperto. Si va via via imponendo un criterio figurativo nuovo e rivoluzionario: la dinamicità esasperata. |
| Un lampante esempio di questa nuova fase evolutiva è l'affresco nella chiesa gesuita "Il Gesù". Il frescante fu Gaulli (chiamato "Il Baciccia"), che impiegò cinque anni per l'esecuzione (dal 1674 al 1679). Il discorso introdotto dal pittore da Cortona viene portato alle estreme possibilità figurative. La dinamica funge da veicolo alle aspirazioni spirituali dell'ordine religioso. Le figure sembrano invadere la navata centrale della chiesa, spuntando dagli stucchi plastici realizzati da un collaboratore del Baciccia. Una collaborazione con esiti molto fortunati. |
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Il monumentale soffitto della chiesa consacrata al missionario controriformista Ignazio da Loyola è un'esasperazione dei principi illusionistici barocchi. Il pittore trentino Andrea Pozzo (che affrescò la chiesa tra il 1691 e il 1694) si servì dei suoi studi sulla prospettiva applicata per inscenare questo prodigio tecnico-illusionistico. Una tavoletta di marmo incassata nel pavimento posta dall'artista stesso suggerisce la posizione ideale per godere della strabiliante opera pittorica. |
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